Grillo intervistato dal Time

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Disdegna la stampa di casa nostra, ma con le testate straniere Beppe Grillo sembra non avere problemi a confrontarsi. L’ultima di una serie di interviste é stata quella che l’ex comico ha concesso al Time, scatenando tutta una serie di malintesi. Il problema nasce, secondo gli attivisti del Movimento, da una sbagliata traduzione e interpretazione che certa stampa nostrana avrebbe dato alle parole della loro guida.

Tanto che anche il giornalista del Time, Stephan Faris, è intervenuto direttamente sulla questione puntualizzando quanto detto in sede d’intervista, ricorrendo anche a Twitter.

La citazione che la stampa italiana avrebbe travisato é la seguente: «I channel all this rage into this movement of people, who then go and govern. They should be thanking us one by one. If we fail, [Italy] is headed for violence in the streets»: il Corriere avrebbe invece riportato la frase “E se falliamo noi violenza in strada”. Insomma il pomo della discordia è legato a questa interpretazione della “violenza”: Grillo e il giornalista sostengono che il concetto espresso sia quello che la rabbia della gente é stata incanalata in un movimento di popolo e che se questo fallisce l’Italia é destinata alla violenza nelle strade, mentre il Corriere ha preferito dare un taglio sensazionalistico.

E sul blog di Beppe Grillo si legge chiaramente la presa di posizione del Movimento che sostiene essere un’alternativa alla violenza che sfocerebbe invece nelle strade, se non fosse incanalata nel dibattito democratico. Al di là delle singole posizioni è molto triste notare come il dibattito a seguito di un’intervista a un personaggio politico debba concentrarsi su un tema, quello della violenza, che dovrebbe essere quanto di più lontano dalla politica e dalla democrazia. Quella stessa politica e democrazia che dovrebbero invece essere portavoce del malcontento dei cittadini in termini sempre pacati e costruttivi.

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Ambiente in fondo all’agenda politica?

... E l'ambiente?

... E l'ambiente?

Ci avevano provato le associazioni che hanno a che fare con la salvaguardia dell’ambiente a farsi ascoltare dai leader politici impegnati nella campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche. L’eco-telegramma, firmato da 14 soggetti tra cui Legambiente, Slow Food Italia, Touring Club e Wwf, aveva provato a convincere i partiti a dedicare almeno un po’ di tempo a una serie di priorità fondamentali se vogliamo dare una chance sia all’ecosistema che all’economia, tramite la green economy.

In questi mesi si è parlato poco o pochissimo di quali misure concrete i partiti che vinceranno la competizione elettorale hanno intenzione di mettere in campo. Ma forse non ci dobbiamo stupire troppo, è normale che gli italiani abbiano una maggiore sensibilità rispetto a temi che li toccano da vicino come l’Imu, piuttosto che questioni sentite come astratte o lontane, nel futuro.

L’eco-telegramma però ha avuto perlomeno il merito di stimolare qualche reazione. Il primo a farsi sentire è stato il Partito Democratico, il quale ha in Stella Bianchi la responsabile per le tematiche ambientali. Secondo il PD la priorità è semplificare la burocrazia per le rinnovabili, aumentare la raccolta differenziata e riqualificare gli edifici già esistenti. L’alleato del PD, SEL (dove la “e” sta proprio per ecologia), è ugualmente di questo avviso, aggiungendo che, se il governo Monti ha ignorato questi temi, i governi guidati da Berlusconi sono stati “anti-ambientalisti”.

Il centro-destra invece sottolinea il fatto che gli ambientalisti spesso sanno solo mettere divieti, senza dare alternative costruttive. L’ex ministro Prestigiacomo ha ricordato l’impegno del suo governo per le aree marine protette e i parchi; la giustificazione del condono edilizio proposto negli ultimi giorni però convince poco…

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Salone del Mobile 2012

Filosofia verde nella casa e non solo, questo sembra essere la volontà del Salone del Mobile 2012, palcoscenico d’eccezione per tutta una serie di novità davvero interessanti. Una grande vetrina non solo per l’arredamento e per tutto il settore del mobile, ma anche per presentare quelle che saranno le nuove frontiere dell’ecostostenibilità.

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E se il design e l’esclusività delle forme non conoscono barriere, anche la tendenza green si afferma in tutti gli ambienti della casa. Iniziando dalla cucina, simbolo per eccellenza del focolare domestico, con tutta la sua simbologia legata al calore, all’intimità, alla condivisone. Mai uno spazio come questo è stato presentato in un’ottica così ambientale, per un’armonia a 360 gradi tra ambiente ed essere umano. Valcucine, l’azienda che da anni si occupa della progettazione e realizzazione di cucine ecosostenibili, presenta una cucina dall’intelaiatura leggera, che rinuncia a qualsiasi collante, nel pieno rispetto delle linee ambientali. Sempre per la cucina il tavolo dell’architetto olandese Haiko Cornelissen, il PicNYC Table, un tavolo cioè che poggia su gambe in alluminio e che si caratterizza per un manto verde, un prato declinabile a seconda delle esigenze e dei gusti personali. Dalla California Enivornmenet propone accessori per impreziosire la propria cucina, quale una lampada da tavolo in quercia riciclata e in vetro e un tavolo da pranzo in noce nero.

E per gli amanti della tecnologia si può optare per posizionare nei propri spazi uno dei televisori, realizzati da Panasonic, azienda leader nel settore che intende diventare la prima azienda green nel suo ambito entro il 2018. A giudicare dalla capacità della gestione di energia dei televisori presentati, sicuramente la Panasonic ha già oggi un posto di tutto rispetto nel panorama tecnologico verde: i modelli infatti riducono notevolmente il loro impatto ambientale