Vacanze “green” in aumento

La crisi può anche avere qualche risvolto positivo, come quanto emerso da un’ analisi Coldiretti, che è stata presentata in occasione dell’incontro con il Touring italiano “Dentro il paesaggio-Agricoltura sostenibile e turismo compatibile”. A partecipare all’evento erano importanti esponenti della politica e non solo, tra cui il Ministro delle Politiche Agricole,

© Miredi - Fotolia

© Miredi - Fotolia

Alimentari e Forestali Mario Catania, il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Guido Impronta, il Presidente del Touring Club Italiano Franco Iseppi e del Presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini.

I dati emersi dalla ricerca Coldiretti attestano che la crisi ha portato ad ad accorciare le vacanze e tagliare i budget. Ecco che gran parte dei cittadini decide quindi di trascorrere una vacanza più economica e “green” rispetto al turismo tradizionale. Nel 2012 si stima in Italia un valore record del turismo ecologico di 11 miliardi nel 2012. La Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, afferma che la primavera ha finora affermato il trend in ascesa del turismo sostenibile. Il Presidente della Coldiretti, Sergio Marini, afferma inoltre che il turismo ecologico sta subendo un progressivo aumento del fatturato e delle presenze. In Italia sono 871 i parchi, le oasi e le aree protette in cui si può godere di una vacanza alternativa e di uno spettacolo unico della natura. La aree naturali protette in Italia costituiscono il 10% del territorio nazionale. Da quanto emerso dall’indagine di Coldiretti il 55% dei cittadini sceglie la meta di destinazione tenendo conto della presenza di bellezze paesaggistiche e naturalistiche. Le altre scelte sono dettate per il 49% dall’arte, cultura e storia, dal relax nel 33% dei casi ed infine dal divertimento per il 22% della popolazione. Gli italiani che scelgono una vacanza naturalistica preferiscono il Trentino Alto Adige, mentre quelli che scelgono un percorso enogastronomico prediligono la Sicilia.

Forum casa & città

© Dreaming Andy - Fotolia

© Dreaming Andy - Fotolia

Il 20 aprile presso il Polo fieristico di Rho Pero – Auditorium Stella Polare si terrà il Forum “Casa e città per disegnare un futuro possibile”. All’evento, che ha come sponsor tecnologico Autodesk e che è promosso da Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Ance e Legambiente in collaborazioe con i “Saloni”, parteciperanno diversi esponenti del mondo dell’architettura, delle imprese, delle associazioni e di alcuni organismi pubblici.

Durante la manifestazione si discuterà di qualità nelle nostre città, sviluppo urbano, valorizzazione del territorio, risparmio energetico e sicurezza dell’abitare. Secondo gli organizzatori dell’evento questi argomenti sono di grande importanza e devono rappresentare una priorità per la politica e il Governo, dato che riguardano la vita dei cittadini e il loro habitat. Durante il Forum si cercheranno nuove strategie e nuovi strumenti per realizzare delle “città nuove”. Consapevoli dell’importanza delle politiche di recupero, della valorizzazione delle città e del territorio e tenendo conto della reale condizione economica delle finanze pubbliche, i partecipanti cercheranno insieme di individuare strade alternative, in grado di migliorare la qualità di vita nei grandi agglomerati urbani in Italia. Al Forum saranno previsti molti interventi, tra cui quello di Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, di Enzo Moavero Milanesi, il Ministro per gli Affari Europei, di Roberto Cecchi, sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, di Roberto Reggi, vicepresidente dell’Anci, di Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria, di Paolo Buzzetti, Presidente dell’Ance e di Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente. Nel corso del Forum verranno esaminate, da una ricerca Cresme, sia lo stato del patrimonio edilizio e delle città che le condizioni tecniche, economiche e normative. Cresme nasce nel 1962 e analizza lo stato di sicurezza, di consumo energetico e di compatibilità ambientale.

Eco generation

Da tre anni è attivo il programma di Edison e Legambiente “Eco-Generation” che ha come obiettivo quello di istituire un marchio di ecosostenibilitá per gli edifici scolastici. Lo slogan “Scuola amica del clima” sottolinea proprio l’impegno per avviare un percorso di azioni teso a riqualificare l’edilizia scolastica; l’intenzione è quella che gli edifici certificati possano rispondere ai criteri di efficienza energetica e che integrino nei loro programmi soluzioni didattiche volte a diffondere la cultura della sostenibilità tra i giovani.

© luigi giordano - Fotolia

© luigi giordano - Fotolia

10 scuole pilota partecipano al progetto con l’obiettivo di estenderlo a quante più scuole possibili dato che, in Italia, gli edifici scolastici sono piuttosto vecchi: oltre il 60% risalgono a prima del 1974; il 36,5% necessita di manutenzione urgente e solo il 10% è costruito con criteri antisismici e il 54% possiede il certificato di agibilità. Non solo quindi impegno per la tutela dell’ambiente, ma anche per garantire la sicurezza al corpo docente e agli alunni, che ogni giorno frequentano locali pericolosi sotto tanti punti di vista. Da un punto di vista del risparmio d’energia gli interventi da adottare dovrebbero indirizzarsi verso una riduzione della dispersione del calore e un ammodernamento dei sistemi d’isolamento termico.

Compito del progetto è anche quello infatti di individuare i possibili interventi di ottimizzazione energetica. Vanessa Pallucchi, la responsabile nazionale Legambiente Scuola e Formazione ha calcolato che se solo il 10% degli edifici di classe energetica G fosse invece di classe C si potrebbero risparmiare 551 milioni di KW. Una maggiore efficienza energetica significherebbe anche un notevole risparmio in termini economici, ecco allora che questo genere di progetti pilota dimostrano tutta la loro importanza nella stretta sinergia tra associazioni, aziende ed enti locali.

2012: l’anno delle auto elettriche

© Schlierner - Fotolia

© Schlierner - Fotolia

Secondo quanto emerso da un recente studio di Forst & Sullivan, la società globale di consulenza per lo sviluppo economico di impresa, gli italiani prediligono le auto elettriche. Da qualche anno oramai quasi tutte le grandi case automobilistiche si cimentano sul terreno delle auto a basso impatto ambientale proponendo sia auto elettriche che ibride, come ad esempio la casa automobilistica Audi, che nel 2011 ha presentato al Salone di Francoforte una versione della Audi A6 ibrida con un motore a combustione che interagisce con un motore elettrico, ottenenendo un grande successo. Accanto alle auto ibride, il mercato delle auto elettriche sembra essere diventato nel 2012 finalmente competitivo e attraente per gli acquirenti, grazie anche agli incentivi da parte dello Stato che aiutano ad abbattere i costi elevati. Infatti sembra proprio che il 2012 sia l’anno della diffusione di auto elettriche su vasta scala e gli italiani sembrano pronti ad accogliere la mobilità sostenibile.
Il 2012 è stato nominato l’anno delle auto verdi. Infatti quest’anno sono molte le novità che riguardano il mondo elettrico. Nei primi mesi sono già state commercializzate diverse auto dotate di motori elettrici, che garantiscono una buona autonomia, come ad esempio la nuova Smart fortwo Elecrtic Drive e la Renault Twizy. Nel corso dell’anno verrano lanciate tante altre automobili elettriche tecnologicamente avanzate, tra cui la Nissan Leaf e la Focus Electric. Fino a qualche anno i freni all’acquisto erano soprattutto il prezzo troppo elevato e l’autonomia della batteria molto minima. Nel corso degli anni però si sono fatti passi da gigante e la nuova tecnologia del 2012 è in grado di superare i problemi legati alle batterie rendendole più efficienti (la Twizy ad esempio è capace di percorrere 100 chilometri in piena autonomia). Inoltre stanno spuntando nelle città sempre più colonnine per ricaricare le auto elettriche.

Moda green

Cosa indosseremo questa estate? E quali saranno i trend per l’inverno 2012? Sulle passerelle si vedono sempre più creazioni capaci di unire al gusto, alla creatività, al glamour le necessità ecologiche. Anche la moda vira sempre di più verso una coscienza maggiormente attenta all’ambiente e lo fa grazie a grandi nomi, capaci di attirare su di se ammirazione e voglia di emulazione. L’ecosostenibilità nella moda passa attraverso la composizione delle stoffe e il ricorso a materiali riciclabili.

© Luftbildfotograf - Fotolia

© Luftbildfotograf - Fotolia

Non solo pellicce ecologiche di Karl Lagerfeld allora, ma inventiva applicata ai tessuti che in Giorgio Armani ad esempio derivano tutti da estratti di frutta. Il grande stilista infatti non ricorre alle colorazioni chimiche, ma sono le fragole, i lamponi, le arance a colorare i tessuti, liberi da qualsiasi additivo chimico a dare colore ai tessuti. Già in passato Armani aveva utilizzato la canapa per le collezioni di alta moda e oggi la sua sperimentazione si spinge oltre aprendo interessantissimi scenari per tutte le griffe più attente. Valentino ha lanciato intanto la Hobo bag, tutta in ecopelle e impreziosita da rose, mentre Gary Harvey ha utilizzato materiali comunemente di scarto per i suoi abiti, quali tappi di bottiglia, lattine e scatole. La plastica da imballaggio delle spedizioni FedEx è stata usata per creare le scarpe Civic Duty di Steven Weinreb e Frank Sorbier ha creato degli impermeabili dalle buste di plastica.

Attitudine verde che non significa solo attenzione ai materiali, ma impegno concreto contro lo sfruttamento dei lavoratori e del rispetto dell’ambiente. Questo è il diktat ad esempio di Stella McCartney che da tempo si batte per una produzione ecosolidale, volta non solo a tutelare l’ambiente, ma a coloro che i capi li producono materialmente. Passerelle più verdi che mostrano come l’alta moda possa essere veicolo di nuovi messaggi di rispetto per l’ambiente.

Salvacicilisti a Roma

L’iniziativa Salvaciclisti, campagna nata dal Times in Inghilterra per sensibilizzare la gente sui temi della sicurezza su due ruote, in Italia ha trovato molto sostegno e grande sensibilità.

© Diego Barbieri - Fotolia

© Diego Barbieri - Fotolia

L’iniziativa nasce con lo scopo di rendere le città a misura delle due ruote. Molte riviste, portali su internet, associazioni e singoli cittadini hanno proposto a loro volta delle iniziative. Il quotidiano la Repubblica ha rilanciato l’iniziativa presentando tutti gli 8 punti proposti dal Times e ben 61 deputati e senatori hanno firmato il progetto di legge elaborato dal senatore del Pd Francesco Ferrante, che ha preso ispirazione dalla mobilitazione inglese. A Parigi, una legge ispirata al manifesto, ha già ottenuto ottimi risultati. Adesso anche Roma si prepara a Salvaciclisti. Il Comune di Roma ha dato il permesso ai ciclisti di manifestare il 28 aprile 2012 in sit-in in via dei Fori Imperiali dalle ore 15 alle 17. Come annunciato dal sindaco infatti, Roma ha deciso di aderire all’iniziativa, lanciata dal manifesto del Times, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica di tutto il mondo sulle buone norme a favore dei ciclisti e della loro sicurezza. I principali argomenti che verranno discussi il 28 aprile saranno il rispetto del limite di velocità a 30 km/h, l’introduzione dei sensori per i tir in città, l’utilizzo non solo dei fondi pubblici, ma anche privati, per la realizzazione di piste ciclabili e l’adeguamento degli incroci più a rischio. Inoltre durante il sit-in saranno raccontate le storie di alcuni ciclisti in particolare e sarà rivendicato uno spazio di mobilità troppo spesso compromesso. L’appuntamento darà l’occasione di vedere la città con gli occhi dei ciclisti e dei pedoni. L’obiettivo finale dell’iniziativa è quello di dare a ciclisti e pedoni un maggiore spazio nelle città rispetto a quello riservato agli automobilisti.

Salone del Mobile 2012

Filosofia verde nella casa e non solo, questo sembra essere la volontà del Salone del Mobile 2012, palcoscenico d’eccezione per tutta una serie di novità davvero interessanti. Una grande vetrina non solo per l’arredamento e per tutto il settore del mobile, ma anche per presentare quelle che saranno le nuove frontiere dell’ecostostenibilità.

© LaCozza - Fotolia

© LaCozza - Fotolia

E se il design e l’esclusività delle forme non conoscono barriere, anche la tendenza green si afferma in tutti gli ambienti della casa. Iniziando dalla cucina, simbolo per eccellenza del focolare domestico, con tutta la sua simbologia legata al calore, all’intimità, alla condivisone. Mai uno spazio come questo è stato presentato in un’ottica così ambientale, per un’armonia a 360 gradi tra ambiente ed essere umano. Valcucine, l’azienda che da anni si occupa della progettazione e realizzazione di cucine ecosostenibili, presenta una cucina dall’intelaiatura leggera, che rinuncia a qualsiasi collante, nel pieno rispetto delle linee ambientali. Sempre per la cucina il tavolo dell’architetto olandese Haiko Cornelissen, il PicNYC Table, un tavolo cioè che poggia su gambe in alluminio e che si caratterizza per un manto verde, un prato declinabile a seconda delle esigenze e dei gusti personali. Dalla California Enivornmenet propone accessori per impreziosire la propria cucina, quale una lampada da tavolo in quercia riciclata e in vetro e un tavolo da pranzo in noce nero.

E per gli amanti della tecnologia si può optare per posizionare nei propri spazi uno dei televisori, realizzati da Panasonic, azienda leader nel settore che intende diventare la prima azienda green nel suo ambito entro il 2018. A giudicare dalla capacità della gestione di energia dei televisori presentati, sicuramente la Panasonic ha già oggi un posto di tutto rispetto nel panorama tecnologico verde: i modelli infatti riducono notevolmente il loro impatto ambientale

Investimenti record in Italia

In un periodo di crisi, di domande senza risposte, di incertezze spesso si tende a ignorare segnali positivi che vengono da settori alternativi, preferendo concentrarsi sulla negatività che l’economia sta attraversando. Niente di più sbagliato per una corretta esamina della situazione italiana che, evidentemente ha ancora la capacità di attrarre fondi e in quantitativi decisamente importanti.

© luigi giordano - Fotolia

© luigi giordano - Fotolia

Secondo il rapporto “The Pew Charitable Trusts” infatti l’Italia è leader a livello mondiale per la capacità di attrarre investimenti per lo sviluppo di energie rinnovabili. Altro che mancanza di fiducia da parte dei mercati esteri verrebbe da dire, se si considerano le cifre di cui stiamo parlando: un aumento del 38,4% negli investimenti in energia pulita per una quota record di 28 miliardi di dollari americani. Gli investimenti privati, 24,1 miliardi di dollari sono stati destinati allo sviluppo di energia solare per un totale di 8 Gigawatt di capacità di generazione e fanno dell’Italia uno dei mercati del solare più dinamici nel mondo. Nello specifico il direttore del Pew’s clean energy program, Phyllis Cuttino riporta che: “l’Italia oggi è quarta nella classifica dei G20 per gli investimenti nell’energia pulita, è prima nel tasso di crescita degli investimenti su cinque anni, è prima nell’intensità degli investimenti ed è sesta nella capacità di energia rinnovabile installata per una quota di 28 GW”.

Importante per continuare questo trend positivo è che i programmi d’incentivazione proseguano anche in un’ottica a lungo termine, presupposto questo che sembra vacillare considerando i nuovi decreti sulle rinnovabili da poco licenziati. All’unisono parte un coro di protesta sia dalle associazioni ambientalistiche, da quelle di categoria e dalle associazioni degli imprenditori preoccupati per le possibili ripercussioni in tutto il settore.

Abiti antismog

Al Festival della Scienza di Edimburgo, svoltosi recentemente nella capitale scozzese, è stata lanciata una novità davvero speciale.

© yeyen - Fotolia

© yeyen - Fotolia

La stilista londinese Helen Storey e il professore Anthony Ryan dell’Università di Sheffield hanno presentato i catalytic clothing. I vestiti ecosostenibili permetteranno di contribuire a purificare l’aria dagli agenti inquinanti. Come? I tessuti saranno ricoperti di piccole particelle di biossido di titanio, che avranno una funzione di fotocatalizzatore, quindi esse saranno in grado di accelerare, in presenza di luce sia solare che artificiale, le reazioni chimiche in grado di scomporre gli agenti inquinanti presenti nell’aria e tramutarli in sottoprodotti non nocivi, lavabili con la pioggia.

I creatori sostengono che un metro quadrato di tale tessuto riuscirebbe a scindere ed eliminare 0,5 grammi di ossidi di azoto al giorno. I vestiti antismog presentati al Festival della Scienza non sono però l’unico esempio di abbigliamento ecosostenibile. Attualmente si sta lavorando alla creazione di vestiti biodegradabili, quindi realizzati in fibre vegetali compostabili. Con il tempo, una volta consumati, gli indumenti possono dissolversi nel terreno senza lasciare alcuna traccia inquinante. Tante grandi aziende, come ad esempio la Puma, stanno lavorando in questa direzione. Un giorno quindi, sarà possibile gettare la propria felpa nel giardino ed essere certi che si degraderà senza inquinare. Un’altra novità in questa direzione è il progetto Wear & Toss, un’idea 100% made in Italy. L’azienda italiana sta realizzando delle magliette usa e getta riciclabili. Le magliette saranno in fibre vegetali e potranno essere gettate nel bidone bianco per essere poi riciclate. Se il progetto dovesse trovare degli investitori, le magliette si potranno comprare al prezzo di 1,99 Euro l’una. Infine tra tutti i materiali che un giorno potremo indossare, ne troviamo uno molto insolito: le fibre di latte. A realizzare l’idea è stata la designer tedesca Anke Domaske, la quale ha creato un’intera collezione con questo materiale. Il tessuto ricavato tramite la lavorazione di proteine di latte risulta molto morbido e economico.