“Mare nostrum” sostenibile

Legambiente si è incontrata con gli ambientalisti della Tunisia e di altri Paesi del Maghreb per discutere al Forum Sociale Mondiale sulla possibilità di un’alleanza ambientalista. Al centro dell’incontro appena conclusosi a Tunisi c’erano molti temi importanti quali l’energia, l’agricoltura, la tutela dell’ecosistema marino e del paesaggio. Inoltre le associazioni ambientaliste hanno parlato delle possibilità di una giusta green economy e anche della partecipazione della società civile.

Mediterraneo

Mediterraneo

Mimmo Fontana della segreteria nazionale di Legambiente ha così commentato l’incontro: “Un dialogo che ci auguriamo duraturo e proficuo per entrambe le sponde del mare nostrum. La giornata di oggi è stata l’occasione per discutere gli obiettivi comuni per la costruzione di un nuovo modello di sviluppo equo e sostenibile dell’area mediterranea. In questa direzione, è di fondamentale importanza l’iniziativa della rete di associazioni ambientaliste tunisine, Alternatives, che è riuscita a fare inserire i diritti ambientali nelle bozze della nuova costituzione attualmente in discussione. Con loro e con le altre associazioni vogliamo definire ora un documento condiviso che consenta di costruire alleanze su politiche comuni e sviluppare progetti concreti”.
L’obiettivo é quello di voler promuovere una nuova comune sensibilità nell’opinione pubblica italiana e maghrebina in grado di misurare il progresso con il metro dei diritti e della qualità ambientale.
Uno dei punti chiave del piano comprende l’ecologia. Il documento mira a indirizzare gli Stati verso l’adozione di politiche che abbandonino in maniera progressiva le fonti fossili a favore delle fonti rinnovabili, più moderne, pulite ed efficienti.
La salvaguardia del mare e delle sue risorse naturali è un’altra questione fondamentale del documento, che sottolinea la necessità di una moratoria delle estrazioni offshore e di politiche comuni mirate in difesa del mare.

Diritto d’immagine: © berg_bcn – Fotolia

Grillo intervistato dal Time

giornali

giornali

Disdegna la stampa di casa nostra, ma con le testate straniere Beppe Grillo sembra non avere problemi a confrontarsi. L’ultima di una serie di interviste é stata quella che l’ex comico ha concesso al Time, scatenando tutta una serie di malintesi. Il problema nasce, secondo gli attivisti del Movimento, da una sbagliata traduzione e interpretazione che certa stampa nostrana avrebbe dato alle parole della loro guida.

Tanto che anche il giornalista del Time, Stephan Faris, è intervenuto direttamente sulla questione puntualizzando quanto detto in sede d’intervista, ricorrendo anche a Twitter.

La citazione che la stampa italiana avrebbe travisato é la seguente: «I channel all this rage into this movement of people, who then go and govern. They should be thanking us one by one. If we fail, [Italy] is headed for violence in the streets»: il Corriere avrebbe invece riportato la frase “E se falliamo noi violenza in strada”. Insomma il pomo della discordia è legato a questa interpretazione della “violenza”: Grillo e il giornalista sostengono che il concetto espresso sia quello che la rabbia della gente é stata incanalata in un movimento di popolo e che se questo fallisce l’Italia é destinata alla violenza nelle strade, mentre il Corriere ha preferito dare un taglio sensazionalistico.

E sul blog di Beppe Grillo si legge chiaramente la presa di posizione del Movimento che sostiene essere un’alternativa alla violenza che sfocerebbe invece nelle strade, se non fosse incanalata nel dibattito democratico. Al di là delle singole posizioni è molto triste notare come il dibattito a seguito di un’intervista a un personaggio politico debba concentrarsi su un tema, quello della violenza, che dovrebbe essere quanto di più lontano dalla politica e dalla democrazia. Quella stessa politica e democrazia che dovrebbero invece essere portavoce del malcontento dei cittadini in termini sempre pacati e costruttivi.

Diritto d’immagine: © PHOTOERICK – Fotolia

Ambiente in fondo all’agenda politica?

... E l'ambiente?

... E l'ambiente?

Ci avevano provato le associazioni che hanno a che fare con la salvaguardia dell’ambiente a farsi ascoltare dai leader politici impegnati nella campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche. L’eco-telegramma, firmato da 14 soggetti tra cui Legambiente, Slow Food Italia, Touring Club e Wwf, aveva provato a convincere i partiti a dedicare almeno un po’ di tempo a una serie di priorità fondamentali se vogliamo dare una chance sia all’ecosistema che all’economia, tramite la green economy.

In questi mesi si è parlato poco o pochissimo di quali misure concrete i partiti che vinceranno la competizione elettorale hanno intenzione di mettere in campo. Ma forse non ci dobbiamo stupire troppo, è normale che gli italiani abbiano una maggiore sensibilità rispetto a temi che li toccano da vicino come l’Imu, piuttosto che questioni sentite come astratte o lontane, nel futuro.

L’eco-telegramma però ha avuto perlomeno il merito di stimolare qualche reazione. Il primo a farsi sentire è stato il Partito Democratico, il quale ha in Stella Bianchi la responsabile per le tematiche ambientali. Secondo il PD la priorità è semplificare la burocrazia per le rinnovabili, aumentare la raccolta differenziata e riqualificare gli edifici già esistenti. L’alleato del PD, SEL (dove la “e” sta proprio per ecologia), è ugualmente di questo avviso, aggiungendo che, se il governo Monti ha ignorato questi temi, i governi guidati da Berlusconi sono stati “anti-ambientalisti”.

Il centro-destra invece sottolinea il fatto che gli ambientalisti spesso sanno solo mettere divieti, senza dare alternative costruttive. L’ex ministro Prestigiacomo ha ricordato l’impegno del suo governo per le aree marine protette e i parchi; la giustificazione del condono edilizio proposto negli ultimi giorni però convince poco…

Diritto d’immagine: © Igor Yaruta – Fotolia

Partnership tra Fiat e Edf Fenice per l’ambiente

accordo

accordo

Per la prima volta in ambito industriale in Europa viene siglato un importante accordo tra la Fiat Spa, la Fiat Industrial Spa e la Edf Fenice di fornitura per servizi eco energetici. Un accordo che durerà cinque anni con un’opzione di rinnovo nel 2017. Non é una novità alla Fiat l’attenzione ai temi ambientali, senza mai rinunciare al design che contraddistingue i suoi modelli. La stessa Fiat 500, modello di punta della casa di Torino che, tra offerte di modelli usati e nuovi ha conquistato una larga fetta di mercato, è disponibile anche nella versione elettrica ed è stata indicata dall’EPA (Environmental Protection Agency) come l’automobile più green attualmente disponibile sul mercato. Il nuovo contratto quinquennale assicura alte performance energetiche e si articola in vari punti, tra i quali la condivisione dei supplementari e la tutela reciproca di fronte a rischi comuni delle attività energetiche.

Il contratto tra i tre protagonisti si inserisce in un piano molto più ampio di attività che non si limitano solo alla fornitura di vettori energetici, ma abbraccia anche il ritorno degli investimenti che provengono dalla felice cooperazione tra i partner, come si legge nella nota congiunta seguita alla presentazione del contratto. L’evento si é tenuto nel capoluogo piemontese ed ha visto coinvolti 130 dirigenti delle società a rappresentanza dei 23 siti in Italia e dei 2 in Spagna. Edf Fenice quindi accompagnerà e supporterà al meglio le attività di Fiat Spa e di Fiat Industrial, mettendo a disposizione circa 1200 risorse per la gestione operativa dell’accordo. Elementi di grande impatto e di notevole importanza perché estendono il tema e la necessità di efficienza energetica sul piano industriale, un impegno concreto e dalle grandi potenzialità.

Diritto d’immagine: © Vanessa – Fotolia

App sostenibili

applicazione

applicazione

Ecco la nuova frontiera dell’ecologia: le applicazioni sostenibili. Alcune di queste applicazioni possono dare un contributo fondamentale per migliorare nel nostro piccolo l’ambiente e di conseguenza la vita di tutti.

Importantissima è l’applicazione per la raccolta differenziata. Molti sono ancora i dubbi su quale sia il cassonetto giusto per un oggetto o un materiale e la risposta si può trovare ora proprio sul proprio smartphone. In Italia sono due le applicazioni migliori, “Il Rifiutologo” del Gruppo Hera e “IoRiciclo”, che offrono le informazioni più dettagliate sul riciclo. Inoltre con il Gps si può anche trovare la stazione di riciclo più vicina con gli orari di apertura. Poi c’è anche l’applicazione “TiRiciclo” con mappe e indicazioni su dove portare a smaltire il Tetra Pak. Inoltre è anche disponibile “WeDU! Decoro Urbano”, l’applicazione gratuita in cui i cittadini possono segnalare e geolocalizzare grazie al GPS le aree di degrado e le discariche abusive alle amministrazioni pubbliche.

Oltre alle applicazioni dedicate al riciclo e allo smaltimento dei rifiuti, esistono anche quelle che insegnano a ridurre la propria impronta sull’ambiente. Le applicazioni in base ai nostri comportamenti misurano la nostra impronta sull’ambiente e ci suggeriscono consigli per ridurre l’impatto. Tra le più diffuse in Italia ci sono “Green Drops” e “Go Green”.

Infine vi segnaliamo le applicazioni molto utili relative alla mobilità urbana. Una è “Drop Share” e dà l’opportunità all’utente di scoprire, tramite il gioco, uno stile di vita più salutare e meno nocivo per l’ambiente. “Betrò” invece è l’applicazione dedicata ai ciclisti che segnala e condivide percorsi ciclistici. Quest’ultima applicazione è stata ideata per creare una vera e propria rete di ciclisti.

Diritto d’immagine: © rangizzz – Fotolia

Cinque tipi di riscaldamento ecosostenibile

Riscaldamento a pellet

Riscaldamento a pellet

L’inverno sta quasi per bussare alle nostre porte, ma il freddo è già arrivato, e tutti, o quasi, temono la bolletta che giungerà dopo giorni e notti di termosifoni o split lasciati accesi 24 ore su 24. Per evitare che il terrore delle bollette dell’energia elettrica da pagare prenda il sopravvento, si possono prendere in considerazione i nuovi sistemi di riscaldamento, che ad un maggiore rispetto dell’ambiente uniscono minori consumi, e dunque permettono di risparmiare energia e denaro. La dispersione termica è infatti uno dei problemi principali soprattutto per le vecchie costruzioni, tanto che il governo ha messo in piedi un sistema di agevolazioni fiscali (detrazioni) per chi decide di ristrutturare all’insegna dell’efficienza.

Una forma di riscaldamento “indiretto” è quella dell’isolamento termico, ovvero l’impiego di materiali e infissi isolanti, che limitino al minimo la fuoriuscita di calore: i costi vengono in breve tempo recuperati, grazie a una bolletta meno salata. Se si vive in una zona in cui le giornate di sole sono frequenti, i pannelli solari potrebbero essere un’ottima soluzione sia per il riscaldamento della casa, che per quello dell’acqua per uso domestico. Ormai le somme di incentivo non sono consistenti come prima, ma resta una scelta conveniente ed ecologica.

Una novità recente è il riscaldamento via raggi infrarossi, dalle pareti, che promette di riscaldare al meglio senza dispersioni; i consumi sono inoltre decisamente ridotti. Anche i pannelli radianti, oltre ad essere efficienti, permettono un riscaldamento più salutare: vengono montati sotto il pavimento o le pareti, e movimentando meno l’aria creano meno problemi di polvere ed acari in giro per casa. Il quinto e ultimo metodo è il riscaldamento a pellet, che a differenza del legno vero e proprio è biocombustibile. In confronto con le stufe tradizionali, le stufe a pellet sono moderne e facilmente gestibili; la cenere che rimane può essere riciclata come fertilizzante.

Diritto d’immagine: ©panthermedia.net/ Jiri Hera

H2Roma

Torniamo a parlare di un argomento molto attuale, la mobilità sostenibile, che a noi del team di ecowebnews.it interessa molto.

auto ecologica

auto ecologica

Tutto il mondo della mobilità vuole puntare sulla riduzione dell’impatto ambientale e per raggiungere questo risultato punta sull’ibrido diesel e sull’elettrico. Il 10 novembre si è conclusa H2Roma, la manifestazione internazionale sull’energia e la mobilità. La kermesse, svoltasi al Salone delle Fontane di Roma, è un appuntamento fisso per tutti i marchi internazionali del settore tecnologico, energetico e di mobilità. Il marchio italiano più prestigioso per quanto riguarda l’energia é senza dubbio Enel, che alla fiera ha presentato per la prima volta la nuova stazione di ricarica compatta da 43 kw/h in grado di ricaricare fino all’80% le batterie. Un’altra azienda italiana che nel campo della mobilità sostenibile si sta impegnando molto è Fiat, presente anche lei alla fiera. La casa automobilistica torinese, partner ufficiale della fiera, ha presentato in questa occasione la nuova Panda a metano dotata di 0.9 TwinAir Turbo, che emette solamente 86 g/km di CO 2.
Marchi italiani a parte, alla fiera dedicata alla mobilità verde era presente anche la Nissan con  le sue nuove vetture: la Qashqai 1.6 GPL, l’elettrica Leaf e l’innovativo SUV elettrico Terra. La grande casa automobilistica tedesca Mercedes invece ha presentato al pubblico la nuova Classe E Blue TECH Hybrid, dotata di un potente motore diesel abbinato a uno elettrico, e la nuova Smart elettrica. Un’altra azienda presente a Roma era Bosch, famosa per le sue tecnologie all’avanguardia. Non mancavano infine nemmeno le due case francesi Citroen e Peugeot che hanno scelto l’evento per presentare al pubblico italiano la loro linea di auto ibride (DS5 Hybrid 4 full Electric C-Zero e con iOn e la 3008 Hybrid4) e la nuova Renault Twizy 100% elettrica.

Diritto d’immagine: © Tetastock – Fotolia

Rachel Carson, quando l’ecologia è politica

Quarant’anni fa, negli Stati Uniti, fu dato alle stampe un libro destinato a cambiare per sempre la sensibilità comune nei confronti dei temi dell’ecologia e a far partire un movimento mondiale promotore di tali istanze. “Silent Spring” – “primavera silenziosa” – può essere considerata una prova di citizen journalism ante litteram. La sua autrice, Rachel Carson, era ai tempi della pubblicazione del volume un’affermata biologa marina, già affermata nella saggistica letteraria di temi inerenti la sua specializzazione.
Durante gli anni Quaranta, Carson cominciò ad interessarsi ai problemi riguardanti la conservazione delle specie di fauna e flora, ritenendo che alla base di essi vi fosse l’uso dei pesticidi sintetici, tra i quali l’estensivo utilizzo del DDT, introdotto dal governo degli USA per debellare la malaria ed alcune specie di insetti come la “fire ant”. La studiosa, in quattro anni di duro lavoro, raccolse e organizzò con intento divulgativo le prove necessarie a dimostrare che i pesticidi compromettevano seriamente la biodiversità. Una volta introdotti nell’ambiente infatti, le loro sostanze nocive si depositano nell’aria, sulla terra e dentro l’acqua, entrando nella catena alimentare e risalendola fino ad arrivare anche all’uomo, avvelenandolo.

Pesticidi

Pesticidi

Per la sua scrupolosa denuncia, Carson fu vittima di minacce e di una campagna volta ad infangarne la reputazione, portata avanti dai maggiori marchi dell’industria chimica. Nonostante ciò, “Silent Spring” divenne un best seller, e le tesi dell’autrice vennero avvalorate anche dalla Commissione Consultiva Scientifica del Presidente Kennedy.
Il valore politico del lavoro di Rachel Carson risiede nell’aver portato i temi dell’ecologia all’interno del dibattito pubblico, in un periodo in cui vi si dava ancora scarsissimo peso. La consapevolezza e l’impegno di tutti sono sempre più determinanti per la salvaguardia dell’ambiente e la preservazione della pluralità di specie naturali che abitano il nostro pianeta.

Diritto d’immagine: © lightpoet – Fotolia

Insetti producono energia pulita

La scoperta è stata fatta da una scienziata italiana, che lavora come ricercatrice all’estero. Il suo testo pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports inizia così: «L’osservazione che gli afidi, parassiti delle piante, siano i primi insetti in grado di trasformare la luce solare in energia, è nata in modo casuale, a partire da un esperimento che aveva obiettivi differenti».

afidi

afidi

Maria Capovilla lavora come ricercatrice dal 1987 e sin da allora annunciava al mondo che gli insetti, soprattutto gli afidi, sono capaci di trasformare la luce solare in energia pulita, simile a come fanno le piante tramite la fotosintesi. Come precisa la ricercatrice tuttavia “è scorretto chiamarla fotosintesi, poiché negli afidi non esiste la clorofilla, un pigmento fondamentale presente in alcune strutture delle piante che realizzano appunto la fotosintesi clorofilliana.” Dopo anni di studi e ricerche Maria Capovilla può ora sostenere che gli afidi, i parassiti delle piante, sono in grado di sintetizzare i raggi del sole e trasformarli in Atp, la molecola energetica utilizzata per produrre glucosio, quindi nutrimento. Il fatto che gli afidi siano in grado di compiere un processo del genere è una scoperta del tutto nuova, tale processo non era finora ancora mai stato osservato in nessun animale.
Gli studi hanno svelato che i piccoli insetti riescono a riprodursi anche senza che avvenga ogni anno la fecondazione. Puntualmente nella stagione invernale compaiono colonnine di insetti afidi femminili e maschili. Inoltre è emerso che a seconda delle temperature e della quantità di cibo assunto la colorazione degli afidi cambia. Proprio questa scoperta ha fatto notare alla ricercatrice che gli afidi posseggono il gene che codifica i carotenoidi in grado di modificare la loro colorazione a seconda di quanta energia solare è stata usata. Per questi insetti l’energia è necessaria per le basilari reazioni del metabolismo. Per quanto riguarda il futuro la ricercatrice ha affermato: «Sarebbe importante poter dimostrare questo processo dal punto di vista delle sostanze coinvolte, quali sono i passaggi di questo meccanismo e come viene prodotta energia sotto forma di Atp grazie ai carotenoidi. Servirebbe una prova diretta di questo collegamento e questo tipo di lavoro è adatto a un team interdisciplinare che coinvolga biologi e fisici».

Diritto d’immagine: © Dmitry Knorre – Fotolia

Idee per un green business

In tempo di crisi c’è chi pensa a quale lavoro “inventarsi” per vivere in modo sereno. Il green business potrebbe rappresentare un’ottima soluzione. Ecco una carrellata di idee che potrebbe essere utile a chi vuole investire in questo settore. Le idee e le opportunità nell’attività imprenditoriale sostenibile e a basso impatto ambientale sicuramente non mancano.
Uno dei mestieri attualmente più in voga è l’Urban Bike Messenger, una figura professionale che consegna pedalando in bici. Nelle maggiori città italiane ed anche in alcuni centri urbani più piccoli vi sono dei “pony express” ecologici a cui è possibile rivolgersi per candidarsi.

idea verde

idea verde

Un’altra attività commerciale che ai giorni d’oggi indubbiamente è in crescita è il car sharing. È possibile mettere su un servizio, alternativo a quello pubblico, volto ad esempio a raccogliere quotidianamente tutti i condomini di un palazzo per portarli al lavoro. Altrimenti, se si desidera fare le cose più in grande, è anche possibile fondare una vera e propria concessionaria di car sharing. Consigliamo in questo caso di operare principalmente sul web.
Se invece si ha una vena artistica, un’idea potrebbe essere quella di creare delle botteghe del riciclo creativo. Se si é in grado di sfruttare la propria capacità artistica e la propria creatività per recuperare materiali di scarto e dare loro una nuova forma di vita ci si può cimentare nel terreno del riciclo creativo aprendo magari una bottega. Un esempio in questa direzione lo hanno dato una coppia romana che nel centro di Roma hanno aperto uno spazio espositivo a artisti e artigiani per presentare le loro eco-creazioni. Sempre rimanendo in tema di rifiuti, un’altra idea brillante, che rappresenta però un’attività imprenditoriale molto più impegnativa, è quella di aprire un’azienda che si occupi dello smaltimento di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che in Italia sono ancora molto rare.
Atri spunti per un business green potete prenderli dalle seguenti attività: aprire una “Spa eco bio” offrendo prodotti e trattamenti di bellezza naturali, aprire un negozio “Ecopunto”, fare l’operatore Eco-tour o fodare un’impresa di pulizie ecologica.

Diritto d’immagine: © julien tromeur – Fotolia